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Zucchero bianco e dipendenza

Zucchero bianco e dipendenza

Zucchero bianco e dipendenza

Come viene "sbiancato" lo zucchero bianco?

Per assumere questo colore, lo zucchero è sottoposto a diversi processi:

  • prima di tutto viene trattato con latte di calce che allontana enzimi e sali minerali dalla melassa, ovvero lo zucchero nel suo stato liquido appena prodotto dalla barbabietola. Questo ci fa capire come sia un "alimento" privato di qualunque nutriente.
  • successivamente viene trattato con anidride carbonica per eliminare la calce
  • poi con anidride solforosa (anche con ossa di animali) per eludere il colore naturalmente scuro dello zucchero
  • viene poi cotto, raffreddato e cristallizzato
  • infine viene filtrato e per diventare bianco viene colorato con un derivato del catrame altamente cancerogeno

Inoltre tutti questi processi aumentano il suo potere dolcificante (per questo molti ritengono che dolcifichi di più di quello di canna integrale).

A questo punto, lascio a voi lettori eventuali considerazioni... Sebbene anche lo zucchero di canna integrale sia un prodotto industriale e quindi è bene non esagerare, sicuramente il suo consumo avrà un impatto meno dannoso sulla nostra salute.

 

Dipendenza da zucchero

Lo zucchero potrebbe avere effetti peggiori della cocaina, almeno a livello di dipendenza. Secondo il British Journal of Sports Medicine, infatti, il consumo di zucchero raffinato indurrebbe effetti sovrapponibili se non addirittura superiori a quelli di altre sostanze che provocano assuefazione.

Un’idea della potenza di questa sostanza si ha considerando che persino i ratti di laboratorio resi dipendenti dalla cocaina, se messi di fronte alla scelta tra la sostanza stupefacente e del semplice zucchero, scelgono lo zucchero.

Lo zucchero, infatti, ci lega a sé in modo unico: il sapore dolce non è soggetto a meccanismi di repulsione naturali, come avviene invece per il salato. Non c’è in noi un sistema di sicurezza per impedirci di assumere troppo zucchero. Le persone possono mangiare un intero sacco di biscotti o infinite barre di cioccolato e volerne ancora di più”.

Questo desiderio impulsivo per lo zucchero raffinato è causato dal rilascio di sostanze definite oppioidi endogeni a livello del sistema nervoso dopo essere stato consumato. Si può andare addirittura in astinenza da zuccheri: quando i livelli di dopamina nel cervello indotti dall’assunzione di zuccheri calano, si possono avere sintomi come il disturbo di iperattività con deficit di attenzione, fino a uno stato simile a quello di persone affette da depressione.

Anche se ci sono differenze dettate dalla genetica nel modo in cui ciascuno di noi risponde all’assunzione di zuccheri raffinati, il consumo di queste sostanze rappresenta ugualmente un fattore di rischio tipico del nostro stile di vita: ne consumiamo troppo, esponendoci a maggiori probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, obesità e diabete.

 

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Benedetta Matarese
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